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Deepsurfing: profondità e superficialità. Sembra un ossimoro, ma non lo è, perché parla del groviglio, di cui la rete è un modello in miniatura.

Il groviglio è la mia metafora preferita per quell’universo pluridimensionale, multimediale, intrinsecamente ipertestuale che è stato definito enciclopedia (Eco), rizoma (Deleuze-Guattari), semiosfera (Lotman).

Nel groviglio, il significato di un segno o testo è un altro segno o testo che interpreta il primo da un certo punto di vista, che lo “traduce” e ne allarga la comprensione; un terzo fa lo stesso col secondo e così via, in un movimento continuo e iterabile indefinitamente di segni che interpretano altri segni. È la dinamica della semiosi illimitata teorizzata da Umberto Eco sulla scorta di Charles S. Peirce: “Il criterio di interpretanza consente di partire da un segno per percorrere, tappa per tappa, l’intero circolo della semiosi. (…) il segno è sempre ciò che mi apre a qualcosa d’altro”.1

La conoscenza è “surfing” nell’enciclopedia rizomatica: sequenza di segni, percorso di interpretazioni, surfing degli interpretanti.

Nel groviglio la contrapposizione tra superficie e profondità si dissolve in uno spazio frattale, in cui la ricerca in profondità trova sempre nuove superfici altrettanto complesse. Una vertigine, una mise en abyme, una fuga infinita di superfici.

Deepsurfing è pensare nel groviglio.

1 U. Eco, Semiotica e filosofia del linguaggio, Einaudi, 1984, p. 51-2

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5 pensieri su “About

    1. Luigi Bonfante Autore articolo

      So che c’è un “deep web” e un “dark web”… Ma io volevo solo giocare sull’ossimoro implicito nell’accostare la profondità dello “scavatore lento” della cultura cartacea alla “surface” su cui scivola il “navigatore veloce” del web. Nel surfing inteso come sport, “deep surfing” è il passaggio spettacolare dentro il tunnel creato dall’onda. A me, da ragazzino, piaceva molto Silver Surfer… 😉

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      1. Fa minore

        Il surfing, per sua natura, è superficiale, letteralamente. Deepsurfing, scusa, ma non ricorda affatto uno “scavatore lento”. Può darsi che non abbia capito cosa intendi, ma con l’occasione, t’ammollo questa:

        Seamus Heaney, Scavando

        Tra il mio pollice e l’indice
        sta la comoda penna, salda come una rivoltella.
        Sotto la finestra, un suono chiaro e graffiante
        all’affondare della vanga nel terreno ghiaioso:
        è mio padre che scava. Guardo dabbasso
        finché la sua schiena piegata tra le aiuole
        non si china e si rialza come vent’anni fa
        ritmicamente tra i solchi di patate
        dove andava scavando.

        Con lo stivale tozzo accoccolato sulla staffa, il manico
        contro l’interno del ginocchio sollevato con fermezza,
        sradicava alte cime e affondava la lama splendente
        per dissotterrare le patate novelle che noi raccoglievamo
        amandone tra le mani la fresca durezza.
        Il mio vecchio potrebbe impugnare una vanga presso Dio,
        proprio come il suo vecchio.

        Mio nonno estraeva più torba in un giorno
        di qualsiasi altro uomo su, alla palude Toner.
        Una volta gli portai del latte in una bottiglia
        turata alla meglio con un pezzo di carta. Si raddrizzò
        e lo bevve, poi subito riprese a lavorare
        intaccando e dividendo, mentre con piote
        sulle spalle andava sempre più a fondo
        in cerca di buona torba. Scavando.

        L’odore freddo dei solchi di patate, il tonfo
        e lo schiaffo dell’umida torba, i tagli netti di una lama
        tra le radici vive si destano nella mia memoria.
        Ma non ho una vanga per succedere a uomini come loro.
        Tra il mio pollice e l’indice
        sta comoda la penna. Scaverò con quella.

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      2. Luigi Bonfante Autore articolo

        La poesia di Heaney aggiunge un bel link, grazie! È però link lontanissimo da quello che mi ha condotto al mio blog e al suo titolo. Ero reduce da una lunga lotta con I barbari di Baricco, dove la contrapposizione retorica tra profondità che si scava con fatica e superficialità che si scorre con facilità era pervasiva…

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